La crisi e il confronto tra le superpotenze
Nell’ottobre 1962, durante la Guerra fredda, la presenza di Cuba, alleata dell’URSS, accresceva la tensione con gli Stati Uniti. Aerei spia statunitensi U-2 fotografarono basi missilistiche sovietiche in costruzione sull’isola. Il presidente John F. Kennedy scelse una quarantena navale per impedire l’arrivo di altri armamenti, evitando un attacco immediato che avrebbe potuto provocare uno scontro diretto. Per tredici giorni la crisi fu affrontata attraverso minacce e negoziati.
L’accordo e le conseguenze
La soluzione combinò decisioni pubbliche e riservate:
- l’URSS ritirò i missili da Cuba;
- gli Stati Uniti si impegnarono pubblicamente a non invadere l’isola;
- in un’intesa riservata, gli Stati Uniti accettarono di smantellare i missili Jupiter in Turchia. Non va presentata l’Italia come parte certa della stessa clausola: gli eventuali smantellamenti successivi vanno distinti dall’accordo riservato.
La crisi mostrò quanto il confronto tra le superpotenze potesse avvicinarsi a una guerra nucleare e quanto fossero importanti negoziazione e comunicazione. Nel 1963 fu istituita una linea diretta tra Washington e Mosca: inizialmente era telegrafica, non un telefono rosso letterale.