Dalle origini alla nascita di Israele
Il sionismo, sviluppatosi in Europa alla fine dell’Ottocento, sostenne la creazione di un focolare nazionale ebraico in Palestina. Nel 1917 la Dichiarazione Balfour espresse il sostegno britannico a tale progetto; dopo la Prima guerra mondiale la Gran Bretagna amministrò la Palestina con un mandato. Il 29 novembre 1947 l’ONU raccomandò la partizione del territorio in uno Stato ebraico e uno arabo, con uno statuto internazionale per Gerusalemme: non istituì direttamente due Stati funzionanti. Israele fu proclamato il 14 maggio 1948; il giorno seguente intervennero forze arabe. La guerra e gli eventi connessi provocarono la Nakba, con la fuga e l’espulsione di centinaia di migliaia di palestinesi in più fasi.
Guerre e occupazioni
- Nel 1956, dopo la nazionalizzazione egiziana del Canale di Suez, Israele, Francia e Regno Unito intervennero militarmente; Israele occupò Sinai e Gaza, per poi ritirarsi in seguito all’intervento dell’ONU. Nel 1964 fu fondata l’OLP. Durante la Guerra dei Sei Giorni del 1967, Israele occupò Gaza, Cisgiordania, Gerusalemme Est, Sinai e alture del Golan. L’occupazione dei territori palestinesi divenne così un elemento centrale del conflitto.