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Storia · 9. Guerra Fredda, decolonizzazione e il movimento del '68 (1955-1968)

Il trattato di non proliferazione nucleare (1968) e la politica di distensione

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La distensione

La distensione fu una fase della Guerra fredda in cui Stati Uniti e URSS affiancarono alla rivalità il dialogo e la ricerca di accordi per limitare i rischi di uno scontro nucleare. Non pose fine alla contrapposizione né a tutti i conflitti: mirava a gestire la competizione e a ridurre il pericolo di escalation.

Nel 1963 fu firmato il Trattato sulla messa al bando parziale degli esperimenti nucleari, che vietava i test nell’atmosfera, nello spazio extra-atmosferico e sott’acqua, ma non quelli sotterranei. Il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) fu firmato il 1º luglio 1968 ed entrò in vigore il 5 marzo 1970.

Il TNP: impegni e limiti

  • Il trattato si fonda su tre pilastri: non proliferazione delle armi nucleari, uso pacifico dell’energia nucleare con garanzie, e negoziati per il disarmo. Gli Stati non dotati di armi nucleari si impegnano a non acquisirle; gli Stati dotati si impegnano a non trasferirle. Il TNP non impose un disarmo totale immediato e non vietò ogni attività nucleare: riconobbe l’uso pacifico sottoposto a controlli.
  • Le cinque potenze nucleari riconosciute erano Stati Uniti, URSS, Regno Unito, Francia e Cina. Francia e Cina aderirono nel 1992, quindi non furono tutte firmatarie nel 1968. Il trattato limitava la diffusione delle armi, senza eliminare gli arsenali esistenti.
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Fonti

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