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Storia · 9. Guerra Fredda, decolonizzazione e il movimento del '68 (1955-1968)

Il movimento del '68 in Italia: le proteste studentesche e operaie (1968)

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Contesto e obiettivi

Nel 1968 le proteste studentesche italiane si inserirono in un clima più ampio di contestazione dell’autorità e delle gerarchie. Tra le istanze del movimento vi erano la partecipazione alle decisioni, una maggiore libertà e l’opposizione alla guerra in Vietnam. Assemblee e occupazioni furono tra le forme di mobilitazione adottate; non si trattò però di un movimento nato da un’unica università o da una sola causa.

Università e mobilitazione

La crescita della partecipazione agli studi mise in evidenza limiti e disuguaglianze dell’università. In questo contesto gli studenti organizzarono anche controcorsi, cioè attività alternative dedicate a temi trascurati dall’insegnamento ufficiale. A Torino, nel 1967, fu occupato Palazzo Campana. Il 1° marzo 1968, a Roma, gli scontri di Valle Giulia, davanti alla facoltà di Architettura, furono un episodio significativo della protesta.

Studenti e lavoratori

La contestazione studentesca e le rivendicazioni operaie ebbero punti di contatto, ma non formarono automaticamente un fronte unico. Le lotte studentesche del 1967-1968 vanno distinte dal ciclo di mobilitazioni operaie culminato nell’autunno caldo del 1969. Il loro rapporto va quindi descritto come un collegamento tra mobilitazioni, non come una fusione immediata e uniforme.

  • Parole chiave: assemblee, occupazioni, controcorsi, Valle Giulia, movimento operaio.
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Fonti

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