Contesto e obiettivi
Nel 1968 le proteste studentesche italiane si inserirono in un clima più ampio di contestazione dell’autorità e delle gerarchie. Tra le istanze del movimento vi erano la partecipazione alle decisioni, una maggiore libertà e l’opposizione alla guerra in Vietnam. Assemblee e occupazioni furono tra le forme di mobilitazione adottate; non si trattò però di un movimento nato da un’unica università o da una sola causa.
Università e mobilitazione
La crescita della partecipazione agli studi mise in evidenza limiti e disuguaglianze dell’università. In questo contesto gli studenti organizzarono anche controcorsi, cioè attività alternative dedicate a temi trascurati dall’insegnamento ufficiale. A Torino, nel 1967, fu occupato Palazzo Campana. Il 1° marzo 1968, a Roma, gli scontri di Valle Giulia, davanti alla facoltà di Architettura, furono un episodio significativo della protesta.
Studenti e lavoratori
La contestazione studentesca e le rivendicazioni operaie ebbero punti di contatto, ma non formarono automaticamente un fronte unico. Le lotte studentesche del 1967-1968 vanno distinte dal ciclo di mobilitazioni operaie culminato nell’autunno caldo del 1969. Il loro rapporto va quindi descritto come un collegamento tra mobilitazioni, non come una fusione immediata e uniforme.
- Parole chiave: assemblee, occupazioni, controcorsi, Valle Giulia, movimento operaio.