Crescita e trasformazioni
La crescita economica italiana interessò gli anni Cinquanta, ma la fase più intensa del miracolo economico si colloca tra il 1958 e il 1963. Si svilupparono industria ed esportazioni e aumentarono i consumi: beni come televisori, frigoriferi e automobili divennero più accessibili a una parte crescente della popolazione. La Fiat 500 è spesso considerata un simbolo di questa trasformazione.
Tra i fattori che favorirono la crescita vi furono la disponibilità di manodopera, i costi contenuti di produzione e l’accesso ai mercati europei. La CEE, entrata in funzione nel 1958, avviò una riduzione graduale dei dazi nell’ambito della costruzione dell’unione doganale: non li abolì tutti immediatamente.
Sviluppo diseguale
Le attività industriali si concentrarono soprattutto nel Triangolo industriale, formato da Milano, Torino e Genova, senza essere limitate esclusivamente a quest’area. Le differenze territoriali rimasero marcate: il Mezzogiorno era meno industrializzato, ma non immutabile né privo di ogni attività industriale. La crescita non significò benessere uniforme.
Migrazioni interne
- Molte persone si spostarono dal Sud e dalle campagne verso i centri industriali del Nord, in cerca di lavoro.
- L’arrivo di lavoratori contribuì all’espansione urbana e pose problemi di abitazione e integrazione.
- Le migrazioni e i nuovi consumi modificarono la società, senza cancellare le disuguaglianze né completare automaticamente l’unificazione culturale del Paese.