Menu Maturando
Crea account gratuitoHai già un account? Accedi

Storia · 5. Il fascismo in Italia (1919-1939)

L'alleanza con la Germania nazista: il Patto d'Acciaio (1939) e la partecipazione alla guerra

  • Riassunto
  • Argomento 12 di 12

Si inizia gratis

Hai ripassato. Adesso mettiti alla prova.

Accedi per salvare i progressi e iniziare un quiz.

Il Patto d’Acciaio e la non belligeranza

Nel maggio 1939 l’Italia fascista e la Germania nazista firmarono il Patto d’Acciaio, un’alleanza che prevedeva assistenza reciproca in caso di guerra. L’Italia, però, era impreparata a un conflitto, sia per le condizioni delle forze armate sia per la scarsità di risorse. Dopo l’invasione tedesca della Polonia, nel settembre 1939, Mussolini scelse la non belligeranza: l’Italia non partecipava ai combattimenti, pur mantenendo legami politici con la Germania.

L’ingresso in guerra

Il 10 giugno 1940, dopo le rapide vittorie tedesche e il crollo della Francia, l’Italia dichiarò guerra a Francia e Regno Unito. Il regime si aspettava una vittoria tedesca rapida e mirava a partecipare ai vantaggi territoriali della pace. Questa scelta non va ricondotta a una sola motivazione: si intrecciarono aspettative di vittoria, obiettivi politici e opportunismo.

La guerra parallela e la dipendenza

  • Mussolini puntava a condurre una guerra parallela, cioè a perseguire obiettivi autonomi nei Balcani e in Nord Africa. Le difficoltà militari, tra cui l’insuccesso dell’attacco alla Grecia e le sconfitte in Africa, accrebbero la necessità dell’intervento tedesco. Il progetto di autonomia fallì e l’Italia divenne progressivamente più subordinata alla Germania.
Patto d’AcciaioNon belligeranzaIngresso in guerraGuerra parallelaCampagna di GreciaSubordinazione alla Germania

Fonti

Consulta le fonti del programma