Menu Maturando
Crea account gratuitoHai già un account? Accedi

Storia · 5. Il fascismo in Italia (1919-1939)

La fondazione dei Fasci di combattimento (1919) e la marcia su Roma (28 ottobre 1922)

  • Riassunto
  • Argomento 2 di 12

Si inizia gratis

Hai ripassato. Adesso mettiti alla prova.

Accedi per salvare i progressi e iniziare un quiz.

La fondazione dei Fasci

Nel dopoguerra, la crisi economica e le tensioni sociali alimentarono conflitti politici. Durante il Biennio rosso (1919-1920), scioperi e occupazioni di fabbriche suscitarono timori tra proprietari e settori della borghesia. Il 23 marzo 1919, a Milano, Benito Mussolini fondò i Fasci italiani di combattimento. Il programma di San Sepolcro proponeva, tra l’altro, riforme sociali e politiche; parallelamente, le squadre fasciste praticavano violenze contro socialisti e sindacalisti. Nel maggio 1921, 35 fascisti entrarono in Parlamento nelle liste dei Blocchi Nazionali; il Partito Nazionale Fascista fu fondato in novembre.

La marcia su Roma e l’incarico a Mussolini

  • Il 28 ottobre 1922 le camicie nere marciarono verso Roma, esercitando una minaccia armata. Il re Vittorio Emanuele III rifiutò di firmare lo stato d’assedio, che avrebbe consentito di contrastare la mobilitazione. Tra il 30 e il 31 ottobre affidò a Mussolini l’incarico di formare il governo. La nomina seguì una procedura formale, ma non fu il risultato di un’elezione diretta né di un’ascesa pacifica: avvenne in un contesto segnato dalla pressione fascista e dalle violenze squadristiche. La crisi dello Stato liberale e la sottovalutazione del fascismo da parte di alcuni suoi esponenti contribuirono a rendere possibile questo passaggio.
Fasci italiani di combattimentoBenito Mussoliniprogramma di San SepolcroBiennio rossosquadrismoBlocchi NazionaliMarcia su RomaVittorio Emanuele III

Fonti

Consulta le fonti del programma