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Storia · 5. Il fascismo in Italia (1919-1939)

La propaganda fascista: l'EIAR, l'Istituto Luce e i mass media

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I mezzi della propaganda

Il regime fascista impiegò i mass media per diffondere la propria visione dell’Italia e sostenere il potere. La propaganda affiancava il controllo politico e la censura, ma non va confusa con una prova di consenso unanime.

  • L’EIAR era il principale strumento radiofonico del regime: le trasmissioni e l’ascolto collettivo portavano i discorsi e i messaggi ufficiali a un pubblico più ampio.
  • L’Istituto Luce produceva cinegiornali, proiettati nelle sale, che rappresentavano un’Italia forte e prospera.
  • La stampa controllata era soggetta a censura e a direttive: le notizie venivano selezionate per orientare l’immagine del Paese. Il MinCulPop contribuiva al coordinamento della propaganda.

Il culto del Duce

La comunicazione presentava Mussolini in ruoli diversi: sportivo, lavoratore e condottiero. Discorsi pubblici, immagini e notiziari costruivano il mito del Duce, raffigurandolo come guida energica e vicina al popolo, ma anche eccezionale. La propaganda cercava spesso di coinvolgere le emozioni e di favorire l’identificazione con il capo.

Interpretare la propaganda

La cosiddetta psicologia delle folle descriveva il possibile effetto della comunicazione sui gruppi riuniti; non è una legge che annulla automaticamente il giudizio individuale. La diffusione dei messaggi prova l’esposizione alla propaganda, non misura da sola quanto consenso essa ottenesse.

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Fonti

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