I mezzi della propaganda
Il regime fascista impiegò i mass media per diffondere la propria visione dell’Italia e sostenere il potere. La propaganda affiancava il controllo politico e la censura, ma non va confusa con una prova di consenso unanime.
- L’EIAR era il principale strumento radiofonico del regime: le trasmissioni e l’ascolto collettivo portavano i discorsi e i messaggi ufficiali a un pubblico più ampio.
- L’Istituto Luce produceva cinegiornali, proiettati nelle sale, che rappresentavano un’Italia forte e prospera.
- La stampa controllata era soggetta a censura e a direttive: le notizie venivano selezionate per orientare l’immagine del Paese. Il MinCulPop contribuiva al coordinamento della propaganda.
Il culto del Duce
La comunicazione presentava Mussolini in ruoli diversi: sportivo, lavoratore e condottiero. Discorsi pubblici, immagini e notiziari costruivano il mito del Duce, raffigurandolo come guida energica e vicina al popolo, ma anche eccezionale. La propaganda cercava spesso di coinvolgere le emozioni e di favorire l’identificazione con il capo.
Interpretare la propaganda
La cosiddetta psicologia delle folle descriveva il possibile effetto della comunicazione sui gruppi riuniti; non è una legge che annulla automaticamente il giudizio individuale. La diffusione dei messaggi prova l’esposizione alla propaganda, non misura da sola quanto consenso essa ottenesse.