Dal movimento al partito
Nel 1919 Mussolini fondò i Fasci italiani di combattimento, inizialmente un movimento e non un partito strutturato. Dopo il risultato molto limitato alle elezioni del 1919, il fascismo si spostò verso destra e si legò alla repressione delle proteste sociali attraverso lo squadrismo: le squadre compivano spedizioni punitive contro organizzazioni e avversari politici.
La trasformazione in partito avvenne nel novembre 1921, con la costituzione del Partito Nazionale Fascista (PNF). La distinzione è importante: alle elezioni del maggio 1921 i fascisti ottennero 35 deputati, ma il PNF non era ancora stato costituito.
Partito, squadre e istituzioni
Il PNF si organizzò attraverso strutture territoriali e gerarchie. La direzione di Mussolini conviveva con il peso dei ras, esponenti fascisti locali legati al potere squadrista. Il partito e le squadre erano realtà connesse, ma non identiche; anche la Milizia, istituita dopo la presa del governo, va distinta da entrambe.
- L’ingresso dei fascisti in Parlamento non coincise con la formazione del PNF né con l’ingresso di Mussolini in un governo di coalizione nel 1921.
- Liberali, tra cui Giolitti, sottovalutarono il rischio di favorire il fascismo, pensando di poterlo utilizzare e contenere. La violenza squadrista continuò mentre Mussolini agiva anche sul piano parlamentare.