Obiettivi e avvio
Il 22 giugno 1941 la Germania nazista avviò l’Operazione Barbarossa, violando il patto di non aggressione con l’URSS. L’invasione mirava all’espansione territoriale a est, all’acquisizione di risorse e alla distruzione del comunismo; era inoltre legata a una politica razzista e genocidaria. L’avanzata iniziale provocò gravi perdite sovietiche, ma Mosca non fu accerchiata: le truppe tedesche ne raggiunsero le periferie e l’Armata Rossa lanciò una controffensiva il 6 dicembre 1941.
Dallo stallo a Stalingrado
La previsione di una guerra breve si rivelò errata. Alla resistenza sovietica si aggiunsero le difficoltà logistiche, l’estensione del territorio e la capacità industriale sovietica; la terra bruciata, il fango e il gelo aggravarono i problemi tedeschi, ma non furono le sole cause del fallimento.
Nel 1942 l’Operazione Blu puntò verso il Caucaso e le sue risorse petrolifere. L’Italia inviò sul fronte orientale l’ARMIR. A Stalingrado (1942-1943), dopo duri combattimenti urbani, una controffensiva sovietica accerchiò le forze tedesche e portò alla resa del generale Paulus.
- La sconfitta segnò una svolta sul fronte orientale; l’avanzata sovietica verso ovest proseguì, pur con battute d’arresto.