La non belligeranza
Nel 1939 l’Italia era alleata della Germania, ma allo scoppio della guerra non entrò subito nel conflitto: dichiarò la non belligeranza. Non equivaleva alla neutralità politica, perché l’Italia manteneva il proprio schieramento, pur astenendosi temporaneamente dai combattimenti. Le difficoltà militari ed economiche contribuirono alla scelta.
L’ingresso in guerra
Il 10 giugno 1940 Mussolini annunciò la dichiarazione di guerra contro Francia e Regno Unito. Alla decisione concorsero le aspettative di una vittoria tedesca rapida e la volontà di partecipare alla definizione dell’esito del conflitto; non va ricondotta a una sola motivazione. L’offensiva terrestre italiana sulle Alpi iniziò il 20 giugno e l’armistizio con la Francia fu firmato il 24 giugno.
- La scelta di entrare in guerra si fondava anche su una valutazione ottimistica della situazione militare.
La guerra parallela
Mussolini aspirava a perseguire obiettivi italiani senza limitarsi a seguire la strategia tedesca: questa ambizione è associata alla guerra parallela. Le difficoltà delle operazioni italiane e il ricorso al sostegno tedesco contribuirono però a ridurre l’autonomia dell’Italia e ad accrescerne la dipendenza dalla Germania.