Dalla caduta di Mussolini all’armistizio
Nell’estate del 1943, le sconfitte militari e la crisi interna indebolirono il fascismo. Il 25 luglio, il Gran Consiglio votò contro Mussolini; la sua destituzione e il suo arresto furono decisi dal re, che affidò il governo a Pietro Badoglio. Il nuovo governo avviò trattative segrete con gli Alleati. L’Armistizio di Cassibile fu firmato il 3 settembre e annunciato da Badoglio l’8 settembre: firma e annuncio sono due momenti distinti.
La crisi dello Stato e la divisione dell’Italia
Dopo l’annuncio, l’esercito rimase in una grave crisi di ordini e di direzione, mentre i tedeschi occuparono vaste zone del Centro e del Nord e disarmarono reparti italiani. Nel Sud operò il governo monarchico, che dichiarò guerra alla Germania e divenne cobelligerante degli Alleati. Nel Nord, Mussolini guidò la Repubblica Sociale Italiana (RSI), costituita sotto la tutela tedesca.
RSI e Resistenza
- L’espressione Repubblica di Salò è una denominazione convenzionale legata agli uffici della RSI: Salò non fu la capitale formale dell’intero apparato. La RSI perseguitò oppositori, ebrei e renitenti alla leva. La contrapposizione tra fascisti e Resistenza contribuì alla guerra civile italiana. La data del 25 aprile 1945 è un riferimento centrale della Liberazione, ma non indica che ogni luogo fosse liberato automaticamente quel giorno.