Il quadro legale (1933-1935)
Dopo la presa del potere nazista, Dachau fu aperto nel 1933 come campo di concentramento, in un sistema usato per reprimere oppositori e altri gruppi perseguitati. Il 15 settembre 1935 furono approvate le Leggi di Norimberga, composte da due leggi:
- la legge sulla cittadinanza del Reich, che privò gli ebrei della cittadinanza tedesca e dei relativi diritti politici;
- la legge per la protezione del sangue e dell’onore tedeschi, che vietò i matrimoni e i rapporti sessuali tra ebrei e persone di sangue tedesco o affine.
I decreti successivi precisarono i criteri con cui il regime classificava le persone come ebree. Altre misure di esclusione e di espropriazione furono introdotte nel tempo: non vanno attribuite tutte alle due leggi del 1935.
Dalla discriminazione alla violenza
La Notte dei cristalli, il pogrom del 9-10 novembre 1938, segnò un’escalation: furono colpiti negozi e sinagoghe e migliaia di ebrei vennero arrestati. La persecuzione non fu quindi soltanto legislativa, ma anche violenta e sostenuta dal regime.
Il genocidio durante la guerra
Durante la Seconda guerra mondiale, la Soluzione finale indicò il progetto di sterminio degli ebrei europei. Va distinta dal programma T4, rivolto all’uccisione di persone disabili e malate, pur in presenza di intersezioni. Inoltre, non tutti i campi di concentramento furono trasformati in centri di sterminio: i campi ebbero funzioni diverse.