La nomina a Cancelliere
Il 30 gennaio 1933 il presidente Paul von Hindenburg nominò Adolf Hitler Cancelliere, cioè capo del governo. La nomina avvenne attraverso un atto formale delle istituzioni della Repubblica di Weimar: ciò non significa, però, che la successiva instaurazione della dittatura sia stata un processo democratico. Conservatori e nazionalisti contribuirono alla formazione del governo, pensando di poter controllare Hitler.
L’incendio e la repressione
Il 27 febbraio 1933 il Reichstag, sede del Parlamento, fu incendiato. Un comunista olandese venne accusato, ma la responsabilità dell’incendio non va presentata come un fatto dimostrato. Hitler e il governo sfruttarono l’evento per ottenere da Hindenburg il decreto del 28 febbraio, che sospese diritti e libertà civili. Seguì la repressione degli oppositori, soprattutto comunisti e socialdemocratici.
- Alle elezioni del 5 marzo il Partito nazista ottenne il 43,9% dei voti: non aveva da solo la maggioranza assoluta e governò in coalizione con il DNVP.
- Il 23 marzo fu approvata la legge sui pieni poteri, in un clima segnato da minacce, esclusioni e appoggi esterni. Essa permise al governo di legiferare senza il normale passaggio parlamentare, indebolendo ulteriormente la democrazia.