Cause e diffusione della crisi
Negli anni Venti, l’aumento della produttività e della produzione industriale statunitense si accompagnò a salari e capacità di acquisto non sempre sufficienti ad assorbire l’offerta. Le merci invendute e le aspettative di crescita alimentavano squilibri; gli acquisti speculativi di azioni contribuirono alla formazione di una bolla. Il crollo di Wall Street nell’ottobre 1929, con le vendite di massa, fece precipitare i prezzi azionari, ma non azzerò tutte le azioni.
La crisi finanziaria si trasmise all’economia: fallimenti e licenziamenti ridussero redditi e consumi, aggravando le difficoltà delle imprese. Le crisi bancarie e la deflazione tra il 1930 e il 1933 amplificarono la depressione. Non si spiega quindi la crisi con la sola sovrapproduzione.
Risposte alla depressione
Il presidente Herbert Hoover non rimase del tutto inattivo, ma le misure adottate non arrestarono la crisi. Franklin D. Roosevelt, eletto nel 1932 e insediato nel 1933, avviò il New Deal, con interventi pubblici e riforme. Le politiche di sostegno alla domanda sono accostabili alle idee di John Maynard Keynes, ma il New Deal non fu un’applicazione integrale delle sue teorie, formulate successivamente.
- Negli Stati Uniti, la legge bancaria Glass-Steagall del 1933 intervenne sul sistema bancario.
- In Italia, l’IRI fu creato per sostenere banche e imprese: è un intervento distinto dalla legislazione statunitense.