Una crisi che attraversa l’Atlantico
La crisi partita dagli Stati Uniti colpì l’Europa anche per l’interdipendenza finanziaria del dopoguerra: prestiti, debiti e riparazioni erano collegati. Il ritiro dei capitali americani aumentò la pressione sulle banche europee; la crisi bancaria contribuì alla contrazione della produzione e dell’occupazione. Germania e Austria furono particolarmente esposte, ma la crisi ebbe effetti più ampi.
Protezionismo e risposte diverse
Per difendere le economie nazionali, i governi adottarono misure differenti, tra cui:
- dazi sulle merci importate e quote che ne limitavano la quantità;
- interventi monetari, come l’uscita britannica dalla base aurea nel 1931.
Le politiche protezionistiche ostacolarono gli scambi e la cooperazione internazionale; non tutti gli Stati agirono nello stesso modo o nello stesso momento.
Crisi sociale e autoritarismi
Disoccupazione e insicurezza alimentarono la sfiducia nelle istituzioni democratiche e favorirono il consenso per movimenti autoritari, incluso il nazismo in Germania. La crisi, però, non rese inevitabile la loro ascesa. Occorre inoltre distinguere la disoccupazione e la deflazione degli anni Trenta dall’iperinflazione del 1923: sono fenomeni appartenenti a fasi diverse della storia tedesca.