Crisi economica e consenso nazista
La fragilità della Repubblica di Weimar fu aggravata dalla crisi del 1929: il ritiro dei capitali statunitensi colpì un’economia dipendente dai prestiti, favorendo difficoltà produttive e disoccupazione. Il disagio e la perdita di fiducia nel governo crearono spazio per la propaganda nazista, che prometteva ordine, lavoro e la revisione del Trattato di Versailles. Vi contribuirono anche le violenze e le intimidazioni delle S.A., il sostegno di alcuni industriali preoccupati dal comunismo e la frammentazione politica: la crisi, da sola, non spiega l’ascesa di Hitler.
Elezioni e conquista del potere
- Nel 1930 il Partito nazista divenne il secondo partito. Nel luglio 1932 fu il primo, ma senza ottenere la maggioranza assoluta; a novembre arretrò. Il 30 gennaio 1933 il presidente Hindenburg nominò Hitler cancelliere, in una decisione di esponenti conservatori che speravano di poterlo controllare.
- Dopo l’incendio del Reichstag, il decreto del 28 febbraio 1933 sospese diritti e garanzie, facilitando la repressione degli oppositori. La legge del 23 marzo conferì al governo ampi poteri legislativi. Il Parlamento non fu semplicemente abolito in quel momento: venne esautorato e ridotto a ratificare le decisioni del regime. La dittatura nazista si consolidò già nel 1933 attraverso crisi, propaganda, violenza e scelte politiche.