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Chimica Organica e Biochimica · 5. Amminoacidi, peptidi e proteine

Struttura terziaria e quaternaria delle proteine

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Ripiegamento e stabilità

La struttura terziaria è la disposizione tridimensionale di una singola catena polipeptidica: alfa-eliche e foglietti-beta si ripiegano per raggiungere una forma stabile. Nelle proteine globulari i gruppi apolari tendono a disporsi all’interno, lontano dall’acqua (H2OH_2O), mentre quelli polari restano più esposti. La forma è mantenuta da interazioni tra gruppi RR:

  • ponti disolfuro tra cisteine;
  • legami a idrogeno;
  • forze di Van der Waals;
  • interazioni ioniche.

Quando presenti, i ponti disolfuro sono legami covalenti; si formano per ossidazione di gruppi tiolici (−SH-SH):

2 R-SH→R-S-S-R+2H++2e−2\text{ R-SH} \rightarrow \text{R-S-S-R} + 2H^+ + 2e^-

Il ripiegamento crea tasche specifiche, come il sito attivo degli enzimi.

Domini e assemblee

Le catene più grandi possono organizzarsi in domini proteici, regioni che si ripiegano in modo relativamente indipendente e svolgono funzioni specifiche. La struttura quaternaria riguarda invece l’associazione di due o più catene ripiegate, dette subunità, tenute insieme soprattutto da interazioni non covalenti. Un esempio classico è l’emoglobina, formata da due catene α e due β: il legame dell’ossigeno a una subunità facilita il legame alle altre, secondo un comportamento cooperativo.

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