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Storia · 1. L'Italia post-unitaria e l'età giolittiana

La Destra e la Sinistra storica

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La Destra storica: costruire lo Stato

La Destra storica, al governo dal 1861 al 1876, puntò a consolidare il Regno d’Italia e a uniformarne leggi e amministrazione. Scelse l’accentramento, estendendo al territorio nazionale istituzioni e norme modellate su quelle piemontesi. Per risanare le finanze impose un forte carico fiscale, tra cui la tassa sul macinato; la leva obbligatoria e la repressione del brigantaggio alimentarono tensioni, soprattutto nel Mezzogiorno. Nel 1876 fu raggiunto il pareggio di bilancio sotto il governo Minghetti, dopo il precedente contributo di Quintino Sella: ciò non significò la cancellazione del debito.

La Sinistra storica: riforme e trasformismo

Dal 1876 governò la Sinistra storica, guidata inizialmente da Agostino Depretis. La legge Coppino del 1877 estese l’obbligo scolastico già previsto dalla legge Casati del 1859. La riforma elettorale del 1882 ampliò il corpo elettorale e la tassa sul macinato venne abolita.

  • Il trasformismo consisteva nel costruire maggioranze parlamentari attraverso accordi anche con deputati di schieramenti diversi.
  • Favorì la stabilità dei governi, ma attenuò la distinzione tra gli schieramenti e favorì pratiche clientelari.

La Destra privilegiò il risanamento finanziario e l’accentramento; la Sinistra introdusse riforme scolastiche, elettorali e fiscali, senza eliminare le tensioni sociali.

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Fonti

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