L’incontro e la profezia
Nel Cielo di Marte, Dante incontra il trisavolo Cacciaguida e gli chiede di chiarire le profezie ricevute sul proprio futuro. L’antenato gli annuncia l’esilio da Firenze: Dante dovrà lasciare la patria e gli affetti, sperimentare la dipendenza dagli aiuti altrui e affrontare la solitudine. Anche la compagnia degli esuli si rivelerà deludente, così che dovrà «far parte per se stesso». Il verso Tu proverai sì come sa di sale / lo pane altrui esprime l’amarezza e l’umiliazione della condizione di esule.
La missione poetica
- Dante teme che raccontare ciò che ha visto nell’aldilà gli procuri nemici e renda più difficile la sua condizione; tacere o attenuare la verità, però, comprometterebbe la fama futura. Cacciaguida gli indica di non nascondere la propria visione: la parola poetica deve rivelare la verità anche quando colpisce i potenti.
- La Commedia è presentata come una medicina: può apparire amara, ma è necessaria per affrontare la corruzione. Il canto lega così la vicenda personale dell’esilio a un compito rivolto alla collettività: Dante deve usare la poesia per guidare gli uomini, senza subordinare la verità alla convenienza.