L’incontro nel Cielo di Marte
Nel Paradiso, Dante incontra Cacciaguida, suo trisavolo, nel Cielo di Marte, dove si trovano gli spiriti militanti. L’accoglienza affettuosa trasforma l’episodio in un incontro con le proprie radici familiari e con la memoria di Firenze. Cacciaguida rievoca una città raccolta entro la sua antica cerchia di mura, sobria nei costumi e lontana dagli sfarzi e dalle rivalità del presente. L’immagine è condensata nell’espressione Fiorenza dentro da la cerchia antica.
Passato, presente ed esilio
Il ritratto della Firenze antica è idealizzato e serve da contrasto con la città contemporanea, segnata, nella rappresentazione dantesca, da trasformazioni sociali e dalla ricerca della ricchezza. Il tema della gente nova e dei sùbiti guadagni, sviluppato nel discorso di Cacciaguida, aiuta a comprendere la critica morale e politica rivolta alla Firenze del tempo.
- L’episodio collega la storia familiare di Dante alla storia della città.
- La memoria del passato prepara il tema dell’esilio, affrontato nel seguito dell’incontro con Cacciaguida.
- Nei canti successivi, Cacciaguida affida a Dante una missione poetica: riferire la verità senza attenuarla.
Il canto XV, quindi, non è soltanto una rievocazione nostalgica: prepara il confronto tra l’identità di Dante, la crisi di Firenze e il compito affidato alla sua poesia.