Il Cielo di Mercurio e Giustiniano
Nel Cielo di Mercurio, secondo cielo del Paradiso, Dante incontra Giustiniano, imperatore romano d’Oriente. Gli spiriti qui accolti hanno compiuto grandi opere, ma in vita sono stati mossi anche dal desiderio di gloria terrena. Giustiniano ricorda il riordino del diritto romano nel Corpus Iuris Civilis e le riconquiste territoriali compiute attraverso i suoi generali. La sua presentazione, «Cesare fui e son Iustiniano», contrappone la carica terrena alla condizione dell’anima in Paradiso.
L’Aquila e la storia provvidenziale
Il racconto dell’Aquila imperiale interpreta la storia di Roma come guidata dalla Provvidenza: l’Impero avrebbe unificato e pacificato il mondo sotto una legge, preparandolo alla nascita di Cristo. Giustiniano critica sia i Guelfi, avversi all’Aquila e alleati della monarchia francese, sia i Ghibellini, che ne usano il simbolo per interessi di parte. Entrambi, secondo il canto, trascurano il bene comune.
Romeo e i tre sesti canti
Romeo di Villanova, ministro alla corte di Provenza, è presentato come uomo capace e onesto, colpito da accuse e dall’esilio. La sua vicenda richiama quella di Dante. Nei tre sesti canti lo sguardo politico si amplia: dalla Firenze dell’Inferno, all’Italia del Purgatorio, fino all’Impero del Paradiso.
- Idea guida: il potere dovrebbe servire pace e giustizia, non interessi di fazione.