Il Cielo della Luna
Nel Canto III del Paradiso, Dante incontra nel Cielo della Luna le anime associate ai voti non portati a compimento. La loro apparizione nei cieli rende visibile al viaggiatore una gerarchia di beatitudine: non significa che i beati siano insoddisfatti o invidiosi della posizione altrui.
Piccarda Donati e il voto
Dante fatica a riconoscere Piccarda Donati, perché la luce paradisiaca trasfigura i volti. Piccarda racconta di essere entrata in convento per seguire la regola di Santa Chiara e di essere stata poi rapita e costretta a lasciare la vita religiosa. Il suo voto non fu dunque portato a compimento; il racconto sottolinea la violenza subita, senza ridurla a una scelta libera.
Volontà e beatitudine
- Dante domanda se le anime desiderino una sede più alta. Piccarda risponde che la carità accorda la loro volontà a quella divina: «E ’n la sua volontade è nostra pace». Per questo non provano invidia né desiderano una condizione diversa. Il passo propone la beatitudine come piena concordia con Dio: i diversi gradi rappresentati non generano mancanza o rivalità.