Potere e trasformazione economica
Dopo la morte di Lenin, Stalin consolidò la propria posizione anche attraverso il controllo dell’apparato del Partito. Si contrappose a Trotzkij sulla strategia rivoluzionaria: Stalin sosteneva il socialismo in un solo paese, mentre Trotzkij proponeva la rivoluzione permanente.
La svolta economica iniziò nel 1927, ma la NEP non cessò istantaneamente in quell’anno. Il primo piano quinquennale fu avviato nel 1928 per indirizzare e accelerare l’industrializzazione. Dal 1929 la collettivizzazione agricola venne accelerata: le aziende collettive, i kolchoz, erano distinte dai sovchoz, aziende agricole statali.
- L’industrializzazione accrebbe la capacità produttiva, ma comportò costi umani e sociali elevati.
- Le deportazioni e le carestie del 1932-1933 sono parte del contesto della trasformazione forzata delle campagne.
Repressione e Gulag
Il regime impose il culto del capo e perseguitò il dissenso. Il Grande Terrore raggiunse il culmine nel 1937-1938, colpendo diversi gruppi sociali, il Partito e l’esercito. I Gulag erano campi di lavoro forzato: lo sfruttamento dei prigionieri comportò condizioni durissime e numerose morti. La crescita industriale e il rafforzamento dello Stato non cancellano dunque la violenza e le sofferenze che accompagnarono queste politiche.