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Storia · 4. La Rivoluzione russa e la nascita dell'URSS (1917-1939)

La pace di Brest-Litovsk (1918) e la perdita dei territori russi

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La scelta della pace

Dopo la Rivoluzione d’Ottobre, il governo bolscevico cercò di porre fine alla partecipazione russa alla Prima guerra mondiale. Il 3 marzo 1918 firmò con le Potenze centrali il trattato di Brest-Litovsk: l’uscita dalla guerra comportò pesanti concessioni territoriali e politiche. Trotskij condusse una fase dei negoziati, ma inizialmente rifiutò di firmare; non fu il firmatario finale.

Territori e distinzioni

  • Il trattato sancì importanti rinunce e separazioni, coinvolgendo aree come la Polonia, i Paesi baltici e l’Ucraina, con condizioni e sviluppi diversi.
  • La Finlandia era già indipendente dal 1917: la sua indipendenza non fu una conseguenza del trattato.

Le vicende di questi territori non si riducono a una loro unica e permanente annessione da parte della Germania: occorre distinguere gli accordi del 1918 dagli sviluppi successivi.

Dalla pace alla guerra civile

La pace alimentò opposizioni e risentimenti, ma la Guerra civile russa aveva radici precedenti e non fu causata soltanto dal trattato. Nel conflitto si contrapposero i bolscevichi, sostenuti dall’Armata Rossa organizzata da Trotskij, e le forze antibolsceviche. La sopravvivenza del potere bolscevico aprì la strada alla fondazione dell’URSS nel 1922.

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Fonti

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