La rivoluzione d'ottobre (1917) e la presa del potere da parte dei bolscevichi
Il quadro politico
Nel 1917 la Russia era segnata dal doppio potere: il Governo provvisorio e i soviet, consigli di operai e soldati, rappresentavano centri di autorità concorrenti. Lenin, tornato dall’esilio, nelle Tesi di Aprile sostenne il trasferimento del potere ai soviet e promosse le parole d’ordine «pace» e «terra». La crisi del Governo provvisorio e la sua impopolarità per la prosecuzione della guerra favorirono i bolscevichi.
La presa del potere e i primi provvedimenti
- La rivoluzione ebbe luogo a Pietrogrado il 24-25 ottobre 1917 secondo il calendario giuliano, corrispondente al 6-7 novembre nel calendario gregoriano. L’azione fu organizzata militarmente dai bolscevichi, con un ruolo centrale di Lev Trockij: le forze rivoluzionarie occuparono punti strategici e conquistarono il Palazzo d’Inverno, sede del Governo provvisorio. L’immagine di un assalto spettacolare e risolutivo va distinta dalla successione concreta degli eventi. La conquista della capitale non significò un controllo immediato e consensuale dell’intera Russia: seguirono opposizione e guerra civile. Il nuovo Consiglio dei Commissari del Popolo emanò i decreti sulla pace e sulla terra, abolendo la grande proprietà terriera. La presa del potere avviò così la costruzione dello Stato sovietico, senza che tutte le fabbriche diventassero proprietà degli operai già quel primo giorno.