Il fronte e le offensive
Dopo l’ingresso dell’Italia nella guerra, nel maggio 1915, il fronte si sviluppò soprattutto lungo il confine con l’Austria-Ungheria, tra Trentino e Venezia Giulia. Il comandante supremo era Luigi Cadorna. Tra il 1915 e l’estate del 1917 l’esercito italiano condusse undici offensive sull’Isonzo, senza riuscire a sfondare stabilmente le linee avversarie. La sesta offensiva, nel 1916, portò alla conquista di Gorizia. Nel maggio 1916 l’Austria-Ungheria avviò in Trentino la Strafexpedition, che costrinse gli italiani ad arretrare.
Caporetto e la riorganizzazione
Il 24 ottobre 1917 un attacco a sorpresa austro-tedesco sfondò il fronte a Caporetto, dopo le undici offensive italiane sull’Isonzo: fu la dodicesima battaglia del ciclo. La sconfitta provocò una ritirata disordinata e gravi perdite di uomini e materiali. Cadorna fu sostituito da Armando Diaz. L’esercito si riorganizzò e fermò l’avanzata nemica attestandosi sul Piave e sul Monte Grappa.
- Caporetto fu una grave sconfitta, non una vittoria né un evento che “salvò l’Italia” in senso oggettivo.
- La successiva resistenza dipese dalla riorganizzazione militare e dalla nuova linea difensiva.