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Italiano · 13. Eugenio Montale

Xenia 1: il dialogo con la moglie scomparsa e la poesia dell'assenza

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Xenia 1: il dialogo con la moglie scomparsa e la poesia dell'assenza

Il titolo Xenia richiama i doni offerti agli ospiti in partenza: Montale presenta così le poesie rivolte alla moglie scomparsa, Drusilla Tanzi, detta Mosca. Il dialogo non è mistico o religioso: nasce dal ricordo e si esprime con un tono intimo, affettuoso e colloquiale, attraverso dettagli della vita comune. L’esordio, «Caro piccolo insetto / che chiamavano mosca non so perché», mostra subito la familiarità del rapporto e il soprannome della donna.

La vista e la memoria

La poesia costruisce un paradosso: Mosca, gravemente miope, è rappresentata come colei che sapeva vedere con maggiore lucidità. Il poeta, invece, si sente smarrito senza la sua capacità pratica e istintiva di cogliere falsità e ipocrisie. La donna non è una figura angelicata o una guida divina, ma una compagna concreta, fragile e capace di orientarsi nella vita quotidiana.

  • Assenza fisica e presenza nella memoria convivono.
  • Gli oggetti e le abitudini quotidiane mantengono vivo il legame.
  • Il dialogo con Mosca continua interiormente, senza che la poesia affermi una certezza sull’aldilà.

La perdita non viene cancellata: la memoria permette al poeta di conservare la moglie come riferimento e guida.

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