Il male di vivere e la poesia negativa
Per Eugenio Montale, l’esistenza è segnata da sofferenza e insensatezza: è il male di vivere. La natura appare indifferente ai drammi umani e non si offre una salvezza sicura nel progresso o in un piano divino. La poesia che nasce da questa visione è detta negativa: Montale non si presenta come poeta-guida, né propone verità assolute o consolazioni. La sua certezza è espressa nella formula «ciò che non siamo, ciò che non vogliamo». Il varco, cioè una possibile via di fuga dall’esistenza, resta quasi sempre illusorio.
Gli oggetti e il correlativo oggettivo
Il correlativo oggettivo comunica un’emozione attraverso un oggetto, una scena o una situazione concreta, invece di nominarla direttamente. Nella poetica degli oggetti, elementi quotidiani e spesso aridi diventano immagini del dolore: il rivolo strozzato, la foglia riarsa che si incartoccia e il cavallo stramazzato rappresentano il male di vivere.
La Divina Indifferenza
- Una tregua momentanea è la Divina Indifferenza, un distacco imperturbabile dalle passioni e dalle sofferenze umane. La evocano immagini come la statua immobile nella sonnolenza del meriggio, la nuvola lontana e il falco che vola in alto. Non è una soluzione stabile: è una possibilità di sottrarsi per un momento al dolore.