Dalla scelta repubblicana alla Costituente
Il 2 giugno 1946 gli italiani votarono per scegliere tra monarchia e repubblica e per eleggere l’Assemblea Costituente, incaricata di elaborare la nuova legge fondamentale. La Repubblica prevalse. Fu la prima consultazione nazionale in cui votarono anche le donne, che avevano già partecipato alle elezioni amministrative a partire dal marzo 1946. L’Assemblea, composta da 556 membri eletti, riuniva rappresentanti di orientamenti politici diversi: il testo costituzionale nacque quindi da un confronto e da un compromesso.
Approvazione ed entrata in vigore
La Costituzione fu approvata dall’Assemblea il 22 dicembre 1947, promulgata il 27 dicembre ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948. Sono tre passaggi distinti: l’entrata in vigore non coincide con l’approvazione.
Dallo Statuto alla Costituzione
- Lo Statuto Albertino, concesso da Carlo Alberto nel 1848 e poi esteso al Regno d’Italia, era ottriato e flessibile, cioè modificabile con leggi ordinarie. Questa flessibilità contribuì a rendere possibile lo svuotamento delle istituzioni liberali, ma non significa che l’affermazione della dittatura fosse un processo privo di violenza e repressione. La Costituzione repubblicana tutela in modo più ampio diritti e libertà e prevede procedure più complesse per la revisione.