Un’economia in trasformazione
Nel dopoguerra lo Stato mantenne un ruolo importante nell’economia. L’IRI, istituito nel 1933 per salvare imprese in crisi, fu conservato e rafforzato nella Repubblica come strumento di intervento industriale. Era distinto dalla Cassa per il Mezzogiorno, istituita nel 1950 per promuovere infrastrutture e sviluppo meridionale.
L’agricoltura presentava forti differenze territoriali: nel Nord erano presenti aree più moderne, nel Centro era diffusa la mezzadria, mentre nel Sud convivevano piccoli appezzamenti e latifondi, spesso coltivati estensivamente. La povertà contribuì alle migrazioni verso l’estero e, nel secondo dopoguerra, verso il Nord industriale.
La riforma fondiaria del 1950
La legge del 12 maggio 1950 n. 230 riguardò la riforma fondiaria della Sila e dei territori ionici contermini. La legge del 21 ottobre 1950 n. 841 stabilì norme per espropriazione, bonifica, trasformazione e assegnazione delle terre ai contadini. L’obiettivo era intervenire sulla concentrazione della proprietà e favorire un’agricoltura trasformata e l’accesso alla terra.
- La riforma fondiaria interveniva sulla proprietà e sull’uso dei terreni; l’IRI riguardava l’intervento industriale.
- La riforma, da sola, non equivaleva a un piano generale di infrastrutture e sviluppo: questo era un ambito distinto della Cassa per il Mezzogiorno.