Menu Maturando
Crea account gratuitoHai già un account? Accedi

Scienze Umane · 3. Stratificazione, disuguaglianze e povertà

I concetti di povertà: assoluta, relativa e nuove forme di deprivazione

  • Riassunto
  • Argomento 3 di 5

Si inizia gratis

Hai ripassato. Adesso mettiti alla prova.

Accedi per salvare i progressi e iniziare un quiz.

Misurare la povertà

L’ISTAT distingue la povertà assoluta da quella relativa. La prima riguarda l’impossibilità di acquistare un paniere essenziale di beni e servizi, come cibo, abitazione, riscaldamento e vestiti di base. La seconda si valuta in rapporto al tenore di vita della società: segnala una condizione di svantaggio rispetto agli altri e può comportare l’esclusione dallo stile di vita considerato normale.

  • Assoluta: privazione di beni e servizi essenziali.
  • Relativa: distanza dalle condizioni di vita diffuse nella società.

Sen e le capacitazioni

Per Amartya Sen, il reddito e il PIL non bastano a descrivere il benessere: non mostrano da soli le disuguaglianze e le opportunità effettive delle persone. I funzionamenti sono gli stati di essere e di fare, come essere istruiti o nutriti; le capacitazioni sono le libertà reali e le opportunità di scegliere tra funzionamenti e realizzare il proprio progetto di vita. Anche Martha Nussbaum collega la povertà alla privazione di queste possibilità. L’ISU considera reddito, istruzione e aspettativa di vita.

Bauman e le nuove povertà

Nella società dei consumi descritta da Zygmunt Bauman, chi non può acquistare è trattato come un consumatore difettoso. La povertà può così accompagnarsi a vergogna, esclusione e criminalizzazione. Nella società industriale, invece, il povero era considerato una riserva di forza lavoro.

Povertà assolutaPovertà relativaAmartya SenFunzionamentiCapacitazioniISUZygmunt BaumanConsumatore difettoso