Oltre una misura unica
Howard Gardner propone di considerare l’intelligenza non come un’unica capacità definita dal QI, ma come un potenziale che consente di risolvere problemi e realizzare prodotti significativi nel proprio contesto culturale. Il suo modello distingue diverse forme di intelligenza: tra quelle descritte figurano la linguistica, la logico-matematica, la spaziale, la musicale, la corporeo-cinestesica, l’interpersonale, l’intrapersonale, la naturalistica e l’esistenziale. Ogni persona presenta un profilo cognitivo particolare, cioè una combinazione di punti di forza; non è necessario eccellere nello stesso ambito per essere intelligenti.
Una scuola su misura
La proposta educativa invita a riconoscere le differenze tra gli studenti e a non affidarsi a un solo modo di insegnare. L’insegnante può osservare le risorse di ciascuno e pluralizzare la presentazione dei contenuti, usando, per esempio, testi, grafici, musica o drammatizzazioni.
Un’altra strategia è il bridging, o fare ponte: si usa un punto di forza per facilitare l’apprendimento in un ambito più difficile. Per esempio, il movimento può aiutare a memorizzare le tabelline. In questa prospettiva, l’apprendimento è attivo e personalizzato: le attività valorizzano capacità diverse e collegano nuove conoscenze alle risorse dello studente.
- Idea centrale: profili cognitivi diversi richiedono opportunità di apprendimento diversificate.