Misurare la povertà
L’ISTAT distingue la povertà assoluta, cioè l’impossibilità di sostenere i costi di beni e servizi essenziali, dalla povertà relativa, valutata confrontando il tenore di vita di una famiglia con quello prevalente nel Paese. La fonte non fornisce valori numerici: è quindi importante non confondere le definizioni con stime quantitative.
Le nuove povertà interessano in misura particolare famiglie numerose o con figli minori, persone che lavorano in condizioni precarie, famiglie straniere e territori del Sud e delle Isole. La condizione di working poor mostra che avere un lavoro non garantisce sempre l’uscita dalla povertà.
Istruzione, benessere e mobilità sociale
La povertà educativa consiste nella privazione di opportunità di apprendimento e crescita culturale, non soltanto nella mancata frequenza scolastica. Può intrecciarsi con la povertà economica: minori stimoli e sostegno possono favorire difficoltà scolastiche e dispersione; qualifiche limitate possono rendere più difficile accedere a lavori stabili. Questo circolo può ostacolare l’ascensore sociale, ossia il miglioramento della propria condizione rispetto a quella dei genitori.
- Interventi indicati: asili nido, tempo pieno e servizi educativi gratuiti.
- Per Amartya Sen, la povertà riguarda anche la limitazione delle capabilities, cioè delle capacità di scegliere e raggiungere risultati concreti nella vita.