Dalla produzione al consumo
Bauman descrive il passaggio dalla società dei produttori, legata all’industria, alla società dei consumatori. In quella industriale i poveri potevano costituire una riserva di manodopera; nella società dei consumi, invece, chi non può acquistare viene definito consumatore difettoso, perché escluso dalla partecipazione al mercato. Questa condizione può alimentare vergogna e isolamento, anche perché molti spazi di socialità richiedono capacità di spesa.
Vite di scarto e sicurezza
Con l’espressione vite di scarto, Bauman indica persone rese marginali dai cambiamenti economici e tecnologici. La sua analisi contrappone il Welfare State, orientato al sostegno sociale, allo Stato di sicurezza: la povertà può essere trattata come problema di ordine pubblico, anziché come condizione da affrontare con politiche di aiuto. La criminalizzazione della povertà consiste proprio nel rappresentare i poveri come una minaccia e nel controllarne la presenza.
Forme contemporanee di povertà
- La povertà assoluta riguarda l’impossibilità di acquistare beni e servizi essenziali; quella relativa indica una forte distanza dalle condizioni di vita considerate normali nel proprio contesto. I working poor sono persone che lavorano ma non dispongono di risorse sufficienti: un’occupazione, dunque, non garantisce sempre l’uscita dalla povertà. Precarietà e bassi salari sono tra le cause indicate dalla fonte.