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Scienze Umane · 6. Origini del Welfare e diritti sociali

Il liberismo ottocentesco, la rivoluzione industriale e il mutualismo

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Rivoluzione industriale e liberismo

Nel quadro descritto, la Rivoluzione industriale favorì la crescita delle città e del lavoro in fabbrica. Il liberismo ottocentesco sosteneva che lo Stato non dovesse intervenire nell’economia e nei problemi sociali. Per molti lavoratori, la mancanza di protezioni si traduceva in condizioni di forte precarietà:

  • orari molto lunghi e salari bassi;
  • rischi legati a malattia, infortuni e vecchiaia senza tutele adeguate;
  • sfruttamento di donne e bambini.

Questi problemi contribuirono a far emergere la richiesta di forme di protezione sociale.

Mutualismo e prime risposte istituzionali

Il mutualismo fu una risposta organizzata dai lavoratori: nelle Società di Mutuo Soccorso, i soci versavano quote in una cassa comune, che poteva fornire sussidi in caso di malattia, infortunio o morte. Era una forma di aiuto solidale, ma le casse non riuscivano a coprire i bisogni di tutti.

Le Poor Laws inglesi, secondo la fonte, associavano l’assistenza ai poveri alle workhouses, strutture descritte come punitive e destinate anche a scoraggiare la richiesta di aiuto. Diverso era il modello introdotto in Germania sotto Bismarck a fine Ottocento: assicurazioni sociali obbligatorie contro malattia, infortuni e vecchiaia. La tutela era collegata al lavoro e al versamento dei contributi: è il modello assicurativo-occupazionale.

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