Critica dell’educazione bancaria
Paulo Freire, pedagogista brasiliano attento all’alfabetizzazione di contadini poveri e analfabeti, considera l’educazione uno strumento possibile di liberazione umana e sociale. Critica il modello che definisce educazione bancaria: l’insegnante vi appare come depositario del sapere e l’alunno come recipiente passivo, chiamato ad ascoltare, memorizzare e ripetere. Questa relazione asimmetrica limita il dialogo e può abituare all’obbedienza, contribuendo a conservare lo status quo.
Dialogo e coscientizzazione
In alternativa, la pedagogia degli oppressi propone un’educazione problematizzante, fondata sul dialogo: educatori e studenti partecipano insieme alla conoscenza. Il processo mira alla coscientizzazione, cioè alla presa di consapevolezza critica della propria condizione e alla capacità di intervenire per trasformare la realtà. L’alfabetizzazione, quindi, non si limita all’apprendimento tecnico della lettura e della scrittura: collega le parole ai problemi concreti della comunità.
Il metodo procede attraverso tre fasi:
- Ricerca: si individuano nella vita della comunità le parole generatrici, significative per il gruppo.
- Codifica: immagini o situazioni legate a quelle parole avviano la discussione dei problemi sociali.
- Decodifica: le parole vengono scomposte in sillabe e usate per imparare a leggere e scrivere.
Leggere le parole si accompagna così a imparare a interpretare criticamente il mondo.