Una scuola dalla parte degli ultimi
La Scuola di Barbiana, legata a Don Lorenzo Milani, propone un’istruzione attenta agli allievi più svantaggiati. Il motto I care esprime responsabilità e attenzione verso gli altri. Tra i suoi principi ci sono la collaborazione e il mutuo insegnamento: chi ha compreso un contenuto aiuta i compagni. Lo studio è collegato alla realtà, anche attraverso la lettura dei giornali.
- L’obiettivo è far progredire tutti, non selezionare attraverso la competizione.
- La padronanza della lingua e della parola è considerata essenziale per esprimersi e difendere i propri diritti.
La critica della scuola selettiva
Pubblicata nel 1967, Lettera a una professoressa è un’opera collettiva realizzata dai ragazzi di Barbiana. Critica una scuola che, secondo gli autori, avvantaggia chi possiede già risorse culturali e penalizza chi parte in condizioni più difficili. La metafora dell’ospedale che cura i sani e respinge i malati denuncia il mancato sostegno agli allievi che ne avrebbero maggiore bisogno. Pierino e Gianni rappresentano rispettivamente condizioni di partenza privilegiate e svantaggiate; non sono una misura del valore personale degli studenti.
Attualità
L’esperienza richiama il contrasto alla dispersione scolastica e la costruzione di una scuola inclusiva, capace di considerare le disuguaglianze di partenza e di sostenere l’apprendimento di ciascuno.