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Scienze Umane · 8. Crisi del Welfare e Terzo Settore

La crisi degli anni '70: deindustrializzazione, dal fordismo al toyotismo

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Crisi economica e trasformazione produttiva

Nel secondo dopoguerra la crescita economica e l’espansione del Welfare State avevano sostenuto occupazione e servizi pubblici. La crisi petrolifera del 1973 rese più costosi produzione e trasporti e contribuì alla stagflazione, cioè alla compresenza di stagnazione economica e inflazione. La perdita di posti di lavoro riduceva le entrate fiscali, mentre aumentavano le richieste di sostegno sociale.

Il Fordismo si basava sulla produzione di massa di beni standardizzati e su mansioni ripetitive lungo la catena di montaggio. Di fronte a magazzini onerosi e a un mercato mutato, si affermò il Toyotismo: produzione snella, flessibile e orientata alla qualità. Con il Just in time la produzione è attivata dagli ordini e i materiali arrivano quando servono, limitando le scorte.

Deindustrializzazione e Welfare

La deindustrializzazione non significa che si smetta di produrre: cambiano l’organizzazione e l’occupazione industriale, anche per l’evoluzione tecnologica, mentre si espande il settore dei servizi. La diffusione di lavori precari e carriere discontinue mette in difficoltà un Welfare fondato su occupazione stabile e contributi regolari. Ne derivano minori risorse e maggiori bisogni di protezione, con il rischio di nuove povertà.

  • Confronto: produzione di massa standardizzata nel Fordismo; produzione flessibile e scorte ridotte nel Toyotismo.
  • Nesso sociale: instabilità lavorativa e difficoltà di finanziamento del Welfare.
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