Crisi economica e trasformazione produttiva
Nel secondo dopoguerra la crescita economica e l’espansione del Welfare State avevano sostenuto occupazione e servizi pubblici. La crisi petrolifera del 1973 rese più costosi produzione e trasporti e contribuì alla stagflazione, cioè alla compresenza di stagnazione economica e inflazione. La perdita di posti di lavoro riduceva le entrate fiscali, mentre aumentavano le richieste di sostegno sociale.
Il Fordismo si basava sulla produzione di massa di beni standardizzati e su mansioni ripetitive lungo la catena di montaggio. Di fronte a magazzini onerosi e a un mercato mutato, si affermò il Toyotismo: produzione snella, flessibile e orientata alla qualità. Con il Just in time la produzione è attivata dagli ordini e i materiali arrivano quando servono, limitando le scorte.
Deindustrializzazione e Welfare
La deindustrializzazione non significa che si smetta di produrre: cambiano l’organizzazione e l’occupazione industriale, anche per l’evoluzione tecnologica, mentre si espande il settore dei servizi. La diffusione di lavori precari e carriere discontinue mette in difficoltà un Welfare fondato su occupazione stabile e contributi regolari. Ne derivano minori risorse e maggiori bisogni di protezione, con il rischio di nuove povertà.
- Confronto: produzione di massa standardizzata nel Fordismo; produzione flessibile e scorte ridotte nel Toyotismo.
- Nesso sociale: instabilità lavorativa e difficoltà di finanziamento del Welfare.