Il Terzo Settore: no-profit, welfare mix, sussidiarietà verticale e orizzontale
La società può essere descritta attraverso tre settori: lo Stato, che offre servizi pubblici; il mercato, composto da imprese orientate al profitto; e il Terzo Settore, formato da organizzazioni private senza scopo di lucro che perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Gli eventuali avanzi sono reinvestiti nelle attività. Ne fanno parte, tra gli altri, associazioni di volontariato, cooperative sociali, ONG e fondazioni; possono operare volontari e personale retribuito.
Dalla crisi del Welfare al Welfare Mix
La crisi del Welfare State è collegata, nella fonte, all’aumento dei costi, all’invecchiamento della popolazione e all’emergere di nuovi bisogni sociali. Nel Welfare Mix la tutela del benessere non è affidata esclusivamente allo Stato: istituzioni pubbliche, soggetti privati e Terzo Settore collaborano. Per esempio, un ente pubblico può finanziare un servizio e affidarne la gestione a una cooperativa sociale, che lo realizza sul territorio.
Il principio di sussidiarietà
L’articolo 118 della Costituzione è associato al principio di sussidiarietà. Quella verticale riguarda la distribuzione delle funzioni tra istituzioni di diverso livello; quella orizzontale concerne il rapporto tra istituzioni e cittadini, singoli o associati, e prevede che le istituzioni favoriscano le iniziative di interesse generale. Le due dimensioni si distinguono per i soggetti coinvolti, ma entrambe orientano l’organizzazione delle risposte ai bisogni collettivi.
- Da ricordare: il Terzo Settore non persegue la distribuzione del profitto ai soci.