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Matematica · 3. Derivate e teoremi del calcolo differenziale

Punti di non derivabilità (angolosi, cuspidi, flessi a tangente verticale), differenziale e applicazioni alla fisica

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Classificare i punti di non derivabilità

La derivata in cc è il coefficiente angolare della tangente e si definisce con il limite del rapporto incrementale: f′(c)=lim⁡h→0f(c+h)−f(c)h.f'(c)=\lim_{h\to0}\frac{f(c+h)-f(c)}{h}. Se il limite non esiste o è infinito, la funzione può avere un punto di non derivabilità. Per classificarlo si studiano dominio e continuità in x0x_0, si calcola f′(x)f'(x) e si confrontano i limiti laterali della derivata. La retta tangente può diventare verticale o spezzarsi.

  • Punto angoloso: limiti laterali finiti ma diversi, oppure uno finito e uno infinito.
  • Cuspide: le pendenze tendono a +∞+\infty e −∞-\infty.
  • Flesso a tangente verticale: le pendenze tendono a infinito con lo stesso segno e la curva attraversa la tangente verticale.

Differenziale e Fisica

Il differenziale stima la variazione della funzione con la tangente: dy=f′(x) dxdy=f'(x)\,dx; è un’approssimazione lineare per dxdx piccolo. In Fisica la derivata rappresenta il tasso di variazione istantaneo: la velocità è v(t)=s′(t)v(t)=s'(t), l’accelerazione è a(t)=v′(t)=s′′(t)a(t)=v'(t)=s''(t) e l’intensità di corrente è i(t)=q′(t)i(t)=q'(t). Questo rende la derivata uno strumento comune per passare da una grandezza alla sua variazione istantanea.

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