Le borgate e il sottoproletariato
In Ragazzi di vita, Pier Paolo Pasolini rappresenta le borgate romane e i giovani del sottoproletariato, ai margini della società e lontani dai nuovi valori del consumismo. Riccetto e i suoi coetanei vivono in condizioni precarie, cercando risorse per sopravvivere e occasioni di divertimento. Il romanzo ne mette in scena la vitalità e una condotta guidata spesso dall’istinto e dalle necessità, senza ricondurli semplicemente alle categorie morali borghesi. La struttura è episodica: segue la crescita di Riccetto e dei suoi amici, mostrando il progressivo mutamento delle loro condizioni e la perdita dell’innocenza giovanile.
- Le borgate sono uno spazio sociale, non un semplice fondale pittoresco.
- La rappresentazione dei ragazzi intreccia vitalità, povertà e precarietà.
Lingua e realismo
La lingua contribuisce a rendere concreto quel mondo. Pasolini combina la voce narrante, colta e letteraria, con i dialoghi in romanesco gergale: questo pastiche linguistico non ha una funzione comica o folcloristica, ma produce un effetto di realismo. Anche il discorso indiretto libero avvicina la narrazione al modo di esprimersi e di pensare dei personaggi, senza cancellare la presenza dell’autore. In questo aspetto si distingue dal procedimento verghiano: Pasolini non scompare dietro i personaggi, ma conserva lo sguardo e la partecipazione di un intellettuale che osserva il loro mondo.