Neocapitalismo e omologazione
Pasolini interpreta la società dei consumi come una forza che trasforma profondamente la vita collettiva. L’omologazione culturale appiattisce desideri e comportamenti, indebolisce culture locali e dialetti e spinge persone di condizioni diverse a desiderare gli stessi beni. La televisione contribuisce a diffondere modelli e aspirazioni consumistiche. Il «nuovo fascismo» è, nella sua critica, una definizione polemica di questo potere capace di incidere sulle coscienze e sugli stili di vita.
Nostalgia e mutazione antropologica
Pasolini guarda con nostalgia al mondo contadino e al sottoproletariato delle borgate, associandoli a un rapporto più autentico con il corpo, la terra e le tradizioni, non dominato dall’accumulo e dal calcolo economico. Non si tratta però di una condizione destinata a restare intatta: anche i giovani delle borgate sono attratti dai consumi. La mutazione antropologica indica proprio il cambiamento profondo di valori e aspirazioni prodotto dalla società consumistica e la scomparsa di differenze culturali.
Sviluppo e progresso
- Per Pasolini, sviluppo e progresso non coincidono. Il primo riguarda crescita economica, produzione e infrastrutture; il secondo implica un miglioramento umano, culturale e sociale. Il boom può dunque accrescere la ricchezza materiale senza garantire un progresso civile: la modernizzazione economica può accompagnarsi, nella sua analisi, a un impoverimento spirituale.