La malattia e la presunta guarigione
Nel finale della Coscienza di Zeno, Zeno interrompe la scrittura per il dottor S e dichiara di essere guarito. La sua conclusione è però paradossale: non è soltanto lui a essere malato, perché la malattia riguarda la vita umana nel suo insieme. L’uomo moderno, invece di adattarsi come gli animali, fabbrica strumenti artificiali, gli ordigni, che lo rendono dipendente e contribuiscono al suo deterioramento. La presunta salute di chi è ben inserito nella società può così rivelarsi inconsapevolezza della propria condizione.
L’esplosione e il significato del finale
Zeno immagina che l’accumulo degli ordigni conduca alla catastrofe: un uomo inventerà un esplosivo potentissimo e un altro lo collocherà al centro della Terra. Ne seguirà un’esplosione immensa, che nessuno udrà; la Terra tornerà a essere una nebulosa nello spazio, priva di parassiti e malattie.
- L’apocalisse cosmica è una visione conclusiva, non una soluzione concreta proposta dal narratore.
- L’immagine lega il progresso tecnologico, se separato dalla responsabilità, alla possibilità dell’autodistruzione umana.
- La dichiarazione di guarigione si comprende quindi nel quadro della riflessione ironica e pessimistica di Zeno.