Dal modello a panettone all'esperimento
Alla fine dell'Ottocento J.J. Thomson scopre l'elettrone. Poiché la materia è neutra, immagina l'atomo come il modello a panettone: una sfera positiva diffusa con gli elettroni negativi incastonati come uvetta. Nel 1909 Ernest Rutherford bombarda un sottile foglio d'oro con particelle alfa, nuclei di elio con carica e .
- La maggior parte passa indisturbata.
- Alcune sono deviate con angoli ampi.
- Una su 8000 rimbalza indietro.
Nucleo e modello planetario
Rutherford conclude che la carica positiva è concentrata in un nucleo minuscolo e denso: l'atomo è soprattutto spazio vuoto, con il nucleo circa 100.000 volte più piccolo. Le particelle respinte subiscono la forza di Coulomb con . Nel modello planetario gli elettroni orbitano attorno al nucleo; la forza di Coulomb fa da centripeta:
Limite classico
Una carica accelerata, secondo Maxwell, irradia energia: l'elettrone in orbita circolare dovrebbe perdere energia, spiraleggiare e cadere sul nucleo in circa . È l'instabilità classica, che mostra il bisogno della meccanica quantistica e del successivo modello di Bohr.