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Fisica · 8. Crisi della fisica classica e meccanica quantistica

Effetto Compton: scattering fotone-elettrone, variazione della lunghezza d'onda, conferma della natura corpuscolare della luce, formula di Compton

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Il fenomeno

L'effetto Compton è lo scattering di un fotone su un elettrone. Secondo la fisica classica, l'onda elettromagnetica investe l'elettrone e viene riemessa con la stessa lunghezza d'onda. Nel 1923 Arthur Compton osservò invece che i raggi X diffusi da un bersaglio di grafite avevano lunghezza d'onda maggiore. L'urto è trattato come elastico relativistico: si conservano energia e quantità di moto. Il fotone cede energia cinetica all'elettrone, quindi la sua frequenza diminuisce e la lunghezza d'onda aumenta.

Formula e conseguenze

La variazione dipende solo dall'angolo di scattering:

Δλ=λ′−λ=hmec(1−cos⁡θ)\Delta \lambda = \lambda' - \lambda = \frac{h}{m_e c}(1-\cos\theta)

dove hh è la costante di Planck, mem_e la massa a riposo dell'elettrone e cc la velocità della luce. Il termine hmec\frac{h}{m_e c} è la lunghezza d'onda Compton dell'elettrone, circa 2.43×10−122.43 \times 10^{-12} m. Il fotone ha quantità di moto p=hλp=\frac{h}{\lambda} pur avendo massa nulla.

  • Lo spostamento è massimo a θ=180∘\theta=180^{\circ} e nullo a 0∘0^{\circ}.
  • Con la luce visibile la variazione relativa è troppo piccola; i raggi X la rendono misurabile.
  • L'esperimento conferma la natura corpuscolare della luce.
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