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Fisica · 8. Crisi della fisica classica e meccanica quantistica

Corpo nero e ipotesi di Planck: radiazione di corpo nero, catastrofe ultravioletta, ipotesi di Planck sulla quantizzazione dell'energia (E=nhf), costante di Planck

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Corpo nero e spettro

Un corpo nero ideale assorbe tutta la radiazione elettromagnetica che lo colpisce e, scaldato, è un emettitore ideale. Un buon modello è il foro di una cavità chiusa; una stella lo approssima. Lo spettro emesso dipende solo dalla temperatura TT e ha una forma a campana asimmetrica. La legge dello spostamento di Wien fissa il picco: λmaxT=2,898×10−3 m⋅K\lambda_{max} T = 2,898 \times 10^{-3} \text{ m} \cdot \text{K} Più il corpo è caldo, più la luce si sposta verso lunghezze d'onda corte.

Catastrofe ultravioletta

La fisica classica prevedeva energia irradiata crescente all'infinito al diminuire di λ\lambda, fino a un'emissione infinita nell'ultravioletto: la catastrofe ultravioletta, in contrasto con la conservazione dell'energia.

Ipotesi di Planck

  • Nel 1900 Max Planck ipotizzò che l'energia scambiata sia quantizzata in quanti: E=nhfE = n h f con nn intero positivo e h=6,626×10−34 J⋅sh = 6,626 \times 10^{-34} \text{ J} \cdot \text{s}. Per frequenze ultraviolette alte, un singolo quanto costa molta energia; con energia termica limitata l'emissione diventa rara e la curva crolla. Nei problemi, da c=λfc = \lambda f segue E=hc/λE = h c / \lambda; converti i nanometri in metri.
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