Il contesto culturale e filosofico
La Rivoluzione francese alimenta tra gli intellettuali speranze di libertà, uguaglianza e rinnovamento. In filosofia, il riferimento centrale è Kant, ma i pensatori successivi avvertono nel suo sistema alcune scissioni: nella conoscenza, tra fenomeno e noumeno; nella morale, tra dovere e inclinazione. L’aspirazione romantica a un’unità armonica spinge a cercare un superamento di queste divisioni.
Fichte e l’Idealismo
Fichte mira a fondare una filosofia della libertà superando il limite rappresentato dalla cosa in sé kantiana. Nel suo Idealismo soggettivo, l’Io è attività libera e creatrice, mentre il non-Io indica ciò che si oppone al soggetto. Il non-Io non è indipendente dall’Io: è posto dall’Io come limite e ostacolo, rispetto al quale il soggetto può affermare la propria attività morale e libera.
- Kant: distingue fenomeno e noumeno; Fichte elimina il noumeno come realtà inconoscibile esterna al soggetto.
- Schelling: contesta la riduzione della natura a semplice non-Io e propone un idealismo oggettivo.
- Hegel: critica la contrapposizione tra Io e non-Io e ricerca un’unità più ampia.
La svolta fichtiana risponde quindi al desiderio di libertà e unità, ma lascia aperto il problema del rapporto tra soggetto e natura.