Menu Maturando
Crea account gratuitoHai già un account? Accedi

Filosofia · 1. Johann Gottlieb Fichte

Il pensiero: idealismo etico e Io assoluto come principio primo

  • Riassunto
  • Argomento 1 di 5

Si inizia gratis

Hai ripassato. Adesso mettiti alla prova.

Accedi per salvare i progressi e iniziare un quiz.

Il pensiero: idealismo etico e Io assoluto come principio primo

Fichte avvia l’Idealismo tedesco criticando la distinzione kantiana tra fenomeno e noumeno. A suo giudizio, il noumeno, in quanto inconoscibile e impensabile, non può essere assunto come una realtà indipendente: ciò che esiste dipende dal soggetto che lo pensa. Al centro pone dunque l’Io assoluto, non l’individuo, ma un’attività universale e creatrice.

Io, Non-Io e realtà

L’Io assoluto pone anzitutto se stesso e poi pone il Non-Io, cioè la natura e ciò che si presenta come oggettivo e opposto allo spirito. Nell’articolazione successiva, l’Io si distingue in Io empirici, i singoli esseri umani, che vivono in rapporto con i Non-Io empirici, gli oggetti naturali. La realtà è così legata all’attività dell’Io.

Idealismo etico e Streben

  • Il Non-Io costituisce un ostacolo grazie al quale l’Io empirico può agire e affermare la propria libertà. L’uomo non è chiamato a contemplare passivamente la natura, ma a trasformarla e umanizzarla. La libertà è una conquista, non una condizione già data: lo sforzo continuo per superare i limiti è lo Streben. La perfezione assoluta non si raggiunge, perché eliminare ogni ostacolo porrebbe fine all’azione morale. Il fine dell’universo è quindi morale: l’affermazione dello spirito sulla materia.
Idealismo soggettivoIo assolutoNon-IoIdealismo eticoStreben