Filosofia politica: pangermanesimo, missione del dotto e Stato commerciale chiuso
Il dotto e la società
Per Fichte, il dotto non è un pensatore isolato: comprende che il fine umano è il perfezionamento morale e la libertà, e ha il dovere di contribuire a realizzarli. Educa, dà esempio con la propria condotta e orienta la comunità verso il progresso morale. La conoscenza comporta quindi una responsabilità pubblica.
Economia e Stato
In Lo Stato commerciale chiuso, Fichte immagina un’economia autarchica, nella quale il commercio estero è escluso per ridurre le rivalità economiche tra Stati. L’autorità pubblica organizza produzione e prezzi e mira a garantire lavoro, proprietà e condizioni di vita dignitose. Non si tratta di semplice laissez-faire: lo Stato interviene attivamente nella vita economica.
Nazione ed educazione
- Nei Discorsi alla nazione tedesca, Fichte attribuisce ai tedeschi una missione culturale e spirituale, collegata alla continuità della lingua e al ruolo di Urvolk. La rinascita nazionale dovrebbe passare attraverso una nuova educazione, ispirata a Pestalozzi, che formi cittadini liberi e consapevoli. È importante distinguere questa argomentazione, presentata come primato culturale e spirituale, dalle successive dottrine di superiorità biologica: non sono concetti equivalenti. La prospettiva fichtiana lega dunque educazione, responsabilità civile e trasformazione collettiva.